Laika 2.0
Laika 2.0 è uno stealth-platform 2D con elementi puzzle, nato come progetto universitario all’interno del contesto del Politecnico di Milano e successivamente evoluto in una versione commerciale pubblicata su Steam con il titolo Laika 2.0 – Sekret Pravda.
Il gioco mette il giocatore nei panni di Laika, una scimmia geneticamente potenziata e addestrata dal KGB per operare come agente speciale durante la Guerra Fredda.
La premessa riprende in modo ironico e fantascientifico l’immaginario della corsa allo spazio sovietica, trasformando il mito di Laika in una spy story surreale, fatta di basi segrete, missioni impossibili, complotti internazionali e banane.
Un gioco tra stealth, platform e puzzle
Laika 2.0 combina tre anime principali: l’infiltrazione stealth, la precisione del platform 2D e la risoluzione di enigmi ambientali.
Il giocatore deve muoversi attraverso stanze sorvegliate, evitare nemici, superare trappole, aggirare laser, aprire passaggi e raggiungere gli obiettivi della missione senza farsi scoprire.
Ogni livello è costruito come una rete di ambienti collegati, dove avanzare significa osservare, memorizzare i pattern, trovare il percorso corretto e sfruttare le abilità della protagonista.
Laika può arrampicarsi, saltare, rotolare e attraversare gli spazi con l’agilità di un primate addestrato.
A queste capacità fisiche si aggiungono abilità più particolari, come la possibilità di generare una proiezione mentale utile per interagire con elementi altrimenti fuori portata. Il risultato è un gameplay che richiede tempismo, attenzione e capacità di ragionamento.
Una spy story idiota
L’universo narrativo di Laika 2.0 gioca con i codici della Guerra Fredda, dello spionaggio e della fantascienza retrofuturista.
Laika non è un’eroina tradizionale: è una creatura usata come strumento militare, mandata in missioni pericolose all’interno di un mondo ostile, burocratico e pieno di tradimenti e doppi tradimenti.
Stile visivo e atmosfera
Dal punto di vista visivo, Laika 2.0 utilizza una grafica 2D essenziale, leggibile e fortemente stilizzata.
Gli ambienti sono costruiti con un’estetica minimale, spesso dominata dal contrasto tra buio, luci artificiali, strutture industriali e spazi segreti.
Uno degli aspetti più riconoscibili del gioco è l’uso dell’ombra e della luce: non solo come elemento estetico, ma anche come parte dell’atmosfera di infiltrazione.
Laika si muove in luoghi chiusi, sorvegliati, ostili, dove ogni stanza può diventare un piccolo problema di orientamento, controllo e sopravvivenza.
Dalla versione universitaria a Sekret Pravda
Laika 2.0 nasce come progetto del POLIMI Game Collective e viene poi sviluppato ulteriormente fino alla pubblicazione su Steam nella versione Laika 2.0 – Sekret Pravda tramite Gamera Interactive.
Questa versione introduce contenuti e miglioramenti rispetto alla prima incarnazione del progetto: dialoghi rielaborati, una conclusione ampliata, correzioni tecniche e una struttura più rifinita.
La pubblicazione su Steam segna quindi il passaggio da prototipo/progetto universitario a prodotto indipendente distribuito commercialmente.
Ricezione critica
Laika 2.0 è stato accolto come un progetto indipendente ricco di idee, con una forte identità visiva e una combinazione interessante di stealth, platform e puzzle.
La critica ha apprezzato soprattutto la varietà delle situazioni, alcune intuizioni di level design, l’atmosfera e la colonna sonora.
Allo stesso tempo, alcune recensioni hanno evidenziato problemi di rifinitura: controlli non sempre precisi, bug, difficoltà elevata e assenza di salvataggi intermedi.
Sono limiti tipici di un progetto indipendente ambizioso, ma non cancellano il valore dell’esperimento: Laika 2.0 resta un esempio interessante di videogioco nato in ambito universitario e cresciuto fino a raggiungere una distribuzione internazionale.
In conclusione
Per me Laika 2.0 non è solo un videogioco: è il mio primo vero progetto videoludico, il punto di partenza di un percorso creativo e professionale.
È nato in un contesto universitario, ma col tempo è diventato qualcosa di più grande: un progetto completo, con una propria identità, capace di arrivare su Steam e confrontarsi con il mondo del videogioco indipendente.
Riguardandolo oggi, ne vedo chiaramente i limiti. È un titolo imperfetto, a tratti difficile, forse non sempre rifinito come avrei voluto. Ma proprio per questo lo considero importante: perché conserva l’energia, l’incoscienza e l’ambizione dei primi progetti, quelli in cui si prova a trasformare un’idea assurda — una scimmia agente segreto del KGB — in un’esperienza di gioco coerente, riconoscibile e personale.
Laika 2.0 rappresenta per me l’inizio di tutto: il momento in cui ho capito che un videogioco poteva essere non solo un prodotto da completare, ma un linguaggio attraverso cui costruire mondi, raccontare idee e dare forma a un immaginario.

