Un sistema distribuito è un modello informatico in cui più componenti collaborano tra loro per svolgere un compito o fornire un unico servizio.
In un sistema distribuito, le risorse hardware e software sono distribuite su più computer interconnessi all’interno di una rete.
L’obiettivo principale di un sistema distribuito è sfruttare le risorse disponibili in modo efficiente, migliorare la scalabilità, l’affidabilità e la disponibilità del sistema complessivo.
La caratteristica chiave di un sistema distribuito è la trasparenza, cioè la qualità che gli utenti e gli sviluppatori dovrebbero percepire il sistema come un’entità coerente, indipendentemente dalla distribuzione fisica delle risorse.
In un sistema distribuito l’esistenza di più elaboratori è invisibile all’utente che ha l’impressione di avere a che fare con un unico sistema di calcolo.
Un middleware è un software che agisce come intermediario tra applicazioni o componenti software all’interno di un sistema distribuito: è grazie al middleware che l’utente percepisce la trasparenza
Infatti Il suo scopo principale è facilitare la comunicazione, la gestione e l’interazione tra diverse parti di un sistema, specialmente quando queste parti possono risiedere su diverse parti di una rete.

Quindi, in definitiva, la definizione di un sistema distribuito è:
Un sistema distribuito è una rete di elaboratori gestiti da un middleware che facilita la coerenza e la collaborazione tra le diverse parti, contribuendo così a un funzionamento più efficiente e coordinato del sistema nel suo insieme.
Esempio
Spotify è un servizio di streaming musicale che consente agli utenti di ascoltare musica online da un vasto catalogo di brani.
Questo servizio è fornito attraverso un’architettura distribuita visto che i brani sono distribuiti nei server di tutto il mondo ma l’utente è inconsapevole e percepisce che sta dialogando con una sola entità.
Cloud
Una tecnologia che sfrutta ampiamente il sistema distribuito è il cloud.
Fino a qualche tempo fa i servizi informatici erano solo in locale (pensate al photoshop che avete scaricato nel vostro computer, esso lavora in locale, non ha bisogno di una connessione Internet).
Con la rete che si è evoluta, che è diventata molto più veloce e sicura; i servizi informatici si stanno spostando dal software locale ai servizi web: ovvero gli utenti, tramite il browser web hanno un’interfaccia utente dell’applicazione. ma il vero lavoro lo esegue il server che manda all’interfaccia solo il risultato da visualizzare.
Questo cambio di mentalità ha come il vantaggio all’utente di non caricare al suo dispositivo l’onere dell’applicazione ma di lasciarlo fare tutto ad un server, che probabilmente è una macchina più performante del suo dispositivo.
Il concetto che si riferisce all’uso di servizi informatici attraverso la rete è chiamato cloud computing che va oltre la semplice presenza di risorse su Internet e implica l’accesso e l’utilizzo di risorse virtuali come servizi.
Questi servizi possono includere l’archiviazione di dati, l’elaborazione dei dati, la distribuzione di applicazioni, l’analisi dei dati e molto altro.
Quindi:
Il termine “cloud” (in italiano: “nuvola”) si riferisce genericamente alle risorse informatiche che eseguono il cloud computing. Le risorse informatiche sono server, dispositivi di archiviazione, reti e servizi, che sono ospitati su Internet, in un data center, anziché su dispositivi o server locali. Quindi:
Il cloud rappresenta un insieme di risorse hardware e software che eseguono il cloud computing.

Il cloud consente agli utenti di accedere agli stessi file e alle stesse applicazioni da praticamente ogni dispositivo, perché l’elaborazione e l’archiviazione hanno luogo in server che si trovano in datacenter, invece che localmente, nel dispositivo dell’utente.
È questo il motivo per cui un utente può accedere al suo account di Instagram usando un nuovo telefono dopo che quello vecchio si è rotto e può trovare l’account ancora lì, con tutte le foto, i video e la cronologia delle conversazioni.
Esempio
Google Drive è considerato un sistema cloud per diverse ragioni:
Struttura del database:
Per le imprese, passare al cloud computing rimuove alcuni costi relativi all’informatica e costi fissi: ad esempio, non dovranno più aggiornare e mantenere i propri server, dato che lo farà il provider (fornitore di servizi) di servizi cloud che useranno.
Questo è particolarmente significativo per le piccole imprese, le quali potrebbero non essere in grado di avere una propria infrastruttura interna ma possono esternalizzare i fabbisogni di infrastruttura in modo conveniente attraverso il cloud.
Il cloud può anche rendere più facile alle imprese operare a livello internazionale, perché i dipendenti e i clienti possono accedere agli stessi file e alle stesse applicazioni ovunque essi si trovino, basta che hanno una connessione web.
Ovviamente il cloud è un sistema distribuito perché l’utente che utilizza il cloud non ha la percezione che sta comunicando con un server remoto ma gli sembra che funziona tutto in locale.
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